Scoprire lo Shantala per il massaggio infantile

massage shantala

“Essere portati, cullati, carezzati, essere tenuti, massaggiati, sono tutti nutrimenti per i bambini piccoli, indispensabili come le vitamine, i sali minerali e le proteine, se non di più”, – Frédérick Leboyer.

Non so quante mamme abbiano provato il massaggio infantile con i propri bimbi. Io non lo conoscevo, forse lo sottovalutavo e invece…ho dovuto ricredermi. Si tratta di momenti bellissimi di contatto tra mamma e bimbo. Appaganti. Che restano nel tempo…Per questo vorrei condividere con voi significato e caratteristiche della tecnica originale del massaggio infantile: lo shantala. Me l’ha fatto conoscere Cristiana, che ne parla nel suo blog e che tiene proprio corsi di shantala.
Sicuramente tutte le modalità di massaggio classico sono valide perchè puntano a stabilire un contatto fisico tra mamma e bebè. Ma lo shantala è di più. E’ l‘origine: le varianti del massaggio neonatale possono ricondursi alla tecnica Shantala o Balabhyangam, derivata direttamente dalla medicina ayurvedica. Secondo l’ayurveda lo shantala non è solo un massaggio ma è considerato una terapia subcutanea che consiste in un sistema di sequenze che hanno la finalità di stimolare punti diversi di meridiani diversi, con il risultato di influenzare in modo benefico tutti gli organi del corpo di un bambino armonizzandoli e rinforzandoli.

Un’altra differenza con il massaggio classico, consiste nel lavaggio necessario dopo lo shantala. Non si tratta di un bagno di pulizia, ma di un bagno che serve a far riacquistare energia al bambino e a donargli una condizione di rilassamento. Il bagno aiuta ad eliminare problemi e tensioni residue che possono localizzarsi intorno al collo, sulla nuca , lungo la schiena, sulle braccia e sull’osso sacro.

Anche l’uso delll’olio caldo o freddo a secondo della stagione nonchè la posizione del bimbo sono assolutamente tipici dello shantala. Usando gli olii essenziali si lavora sia sul sistema nervoso che sulla pelle mentre con la posizione adagiata sulle gambe della mamma si aumenta il contatto e la comunicazione. Mentre si massaggia si deve essere concentrate, parlare con il bimbo o addirittura cantargli qualcosa…in India usano i mantra.

Lo scopo principe del massaggio è comunque quello di ricreare le condizioni che il bambino provava all’interno della mamma attraverso una serie di carezze e movimenti sul suo corpo che distendono i muscoli, scaldano la pelle e cullano il bebè.

Mi spiegava infatti Cristiana che Frédérick Leboyer è il ginecoloco e ostetrico francese che ha introdotto nel mondo occidentale il massaggio neonatale. Ha scritto il libro – Shantala: l’arte del massaggio indiano per far crescere i bambini felici. Lettura interessante. In linea con la filosofia ayurvedica-shantala, Leboyer è stato anche il precursore del parto dolce che fortunatamente ha sostituito l’approccio anni 70 dei reparti di ostetricia che consisteva nel “requisire” il bimbo appena nato per riportalo alla mamma il giorno dopo (o quasi…). Con il parto dolce, il bambino – affinchè si riprenda dallo stress del parto – viene lasciato sull’addome della madre affinchè continui a sentirne il calore e il battito cardiaco. Il cordone ombelicale viene clampato e reciso tardivamente in modo da facilitare e rendere meno traumatico il passaggio alla respirazione polmonare. Ambiente con luci soffuse e minimi rumori completano il quadro per un parto dolce.

Insomma, venire al mondo non deve essere traumatico e soprattutto proprio la mamma con tecniche molto semplici puo’ contribuire a rendere veramente soft e coccoloso il passaggio dalla vita prenatale alla vita!

Per maggiori informazioni sul massaggio prenatale shantala potete contattare Cristiana!